battuto in finale a Madrid il bayern monaco 2 a 0
tabellino
Trionfo per l'Inter a Madrid. Diego Milito è il trascinatore dei nerazzurri con una doppietta fantastica che regala una storica Champions alla società guidata da Massimo Moratti, a 45 anni dall'ultimo successo timbrato dal padre Angelo. E' la terza Coppa dei Campioni per i nerazzurri, squadra pigliatutto nel 2010. Mourinho è il demiurgo, lo stratega di Setubal, capace di imbastire un'invincibile armata, imbattibile, sfrontata, invulnerabile. La vittoria della Coppa dalle grandi orecchie è un capolavoro di abnegazione, l'apoteosi di forza e tecnica, il compendio dei sacrifici economici compiuti dal patron.
LA PARTITA - Il tatticismo esasperato tra Louis Van Gaal e José Mourinho disegna una partita a scacchi tra le due squadre, con il Bayern, attendista, che mantiene deliberatmente ritmi bassi e possesso palla orizzontale, per poi aggredire gli spazi e l'Inter protesa a tenere costantemente l'iniziativa nei primi minuti.
La compagine di Mourinho dà subito l'impressione di poter imporre la sua maggiore cifra tecnico-atletica. Si sente molto la pressione, molti protagonisti si eclissano e le due finaliste faticano a fare gioco con continuità. Robben va via spesso a Chivu, ma la banda Mourinho non concede terreno. C'è anche un presunto mani di Maicon, ma è un dettaglio nella notte perfetta del triplete (che frutterà 600mila euro a ciascun giocatore).
L'Inter ci prova con la soluzione Sneijder, Butt respinge un pallone velenoso deviato da Altintop dalla lunga gittata. Al 35' si materializza il fattore M come Milito, decisivo come Moratti e Mourinho, già foriero di vittorie in Coppa Italia e nell'ultimo atto di Campionato a Siena. L'attaccante è cinico e sigla il 29° sigillo stagionale (e di seguito il 30esimo), di sicuro il più importante della carriera, quello da tramandare a futura memoria. L'azione è rugbistica: Julio Cesar rinvia lungo, Sneijder raccoglie una sponda di Milito e suggerisce in corridoio per il Principe, che finta su Demichelis ed è infallibile dall'ingresso dell'area.
Dietro l'Inter è a tenuta stagna, i tedeschi sono tutto tranne che panzer. La manovra dei bavaresi è compassata, fatta di una ragnatela improduttiva, di un fraseggio prevedibile e privo di costrutto, che passa quasi sempre dall'esterno olandese e da Muller. Il Bayern ci mette più velocità. Julio Cesar blinda la porta con un intervento super di piede su Muller, Pandev su un ribaltamento fa sfoderare un volo plastico all'estremo difensore tedesco. Nel secondo tempo le squadre sono più sfilacciate, Altintop dall'area piccola sparacchia fuori. L'Inter cerca di gestire il pallone e i minuti. Ancora l'ex tulipano madrileno chiama in causa Julio Cesar con un tiro a giro. L'Inter colpisce con un contropiede magistrale, Milito si beve il controllore e deposita un delizioso pallone in rete. La tripletta riesce agli italiani e non ai bavaresi. L'Italia manterrà 4 squadre in Champions. Per l'Inter è la notte più bella, quella della riconciliazione con il passato.


